Annunci
//
stai leggendo...
Manutenzione del sapere

La manutenzione del sapere

Aerei, automobili e motociclette.

La manutenzione di una automobile è necessaria, quella dell’aereo indispensabile. Vi hanno appena detto che la Compagnia dell’aereo su cui state viaggiando non fa manutenzione da anni. Provate ad ascoltarvi dentro. Un’ansia comprensibile vi pervaderà. Il vostro pensiero fisso vi perseguiterà per tutto il viaggio. Solo quando toccherete terra vi sentirete al sicuro. L’avete scampata bella. Giurate che non viaggerete mai più senza avere notizie sull’affidabilità della Compagnia aerea. Eppure in questi anni abbiamo viaggiato su tanti aerei che non hanno fatto manutenzione o per lo meno l’hanno fatta poche volte. Se siete rimasti impressionati andate a leggere i bollettini che l’Unione Europea pubblica periodicamente sulla Gazzetta ufficiale[1] oppure quelli del controllo aereo del Nord America[2]. Eppure in questi anni abbiamo guidato automobili e motociclette che non hanno mai fatto il tagliando previsto dalla fabbrica. E per risparmiare abbiamo cambiato l’olio solo dopo che la spia rossa lo ha indicato. E i freni? E gli pneumatici? Diciamo la verità troppo spesso ci siamo comportati come le Compagnie aeree e correndo seri rischi abbiamo guidato in assoluta insicurezza. E tutto questo perché la manutenzione costa, la sostituzione delle pasticche richiede pochi minuti ma è significativa per il portafoglio. Ho comprato una splendida C5 nel 2008 e ad un anno mi arriva una lettera della concessionaria. Ho avuto subito paura e mi sono immediatamente preoccupato. La lettera[3] diceva:

Importante. Riguarda la sicurezza. La ringraziamo per la preferenza accordata alla nostra Marca con l’acquisto della Sua Citroen. Il costruttore ci chiede di controllare, sulla sua Citroen (numero di telaio …), la conformità dell’applicazione delle modanature laterali del parabrezza e di procedere, se necessario, alla sostituzione dei fissaggi di questi elementi. Questa operazione, che giudichiamo indispensabile, sarà totalmente gratuita.

Chiaramente la Post-Vendita della Citroen si è preoccupata di richiamare le automobili “difettose” o presunte tali per le conseguenze che ne potrebbero derivare in caso di incidenti. Lesioni o morte dei passeggeri ma soprattutto gli indennizzi che sarebbe costretta a pagare in caso di incidente dovuto al difetto.

Manutenzione degli edifici scolastici.

Sempre nel novembre 2009 gli studenti europei (compresi quelli italiani) dopo qualche anno di catalessi si accorgono che gli edifici scolastici che frequentano sono fatiscenti e inseriti in quartieri ancora più degradati.[4] Le proteste hanno interessato tutta l’Europa con delle punte di tensione soprattutto in Germania e Grecia.[5] In pratica sta accadendo che dopo anni di mancata manutenzione anche gli svogliati studenti europei si stanno rendendo conto che così non si può andare avanti. Non è bello frequentare istituti scolastici maleodoranti, con bagni rotti e con un arredo fatto di sedie sbilenche e banchi scalfiti da anni di disattenzione. Se non ci credete entrate in una Scuola pubblica italiana. Appena giunti all’ingresso si capisce dove ci si trova: un posto abbandonato da tutti, anche da chi vi lavora. Un posto nel quale non gira l’amore salvo quello tra gli studenti in età di innamoramento o di qualche storia che scoppia tra colleghi. Ho visitato molte scuole in questi anni, in genere quando dovevo consegnare un diploma di fine anno o presiedere ad un dibattito o una presentazione di un libro. La sensazione è stata subito di sconforto. Mi sono subito e sempre chiesto perché i ragazzi  e le ragazze dovrebbero amare la scuola, perché dovrebbero tenerci. I loro occhi sono pieni di immagini squallide, di foglietti appiccicati dove capita, in genere al muro (mi chiedo sempre se gli stessi che incollano circolari al muro lo facciano anche a casa loro, non sanno che staccandoli viene via la vernice?), di grate antisfondamento, di un luridume dovuto ad anni di abbandono. E le aule? In genere sono disadorne, senza immagini, senza quadri alle pareti. E spesso sorde, vale a dire che sono costruite senza tener conto dell’acustica. L’insegnante urla per farsi sentire ma in realtà nessuno sente. Se non ci credete andate a passare un’ora in una qualsiasi aula dell’Istituto Superiore Galileo Galilei, in via di Conte Verde a Roma. Da non credere! Mi chiedo cosa abbiano potuto sentire e imparare nel corso degli anni gli studenti che le hanno frequentate.

Controsoffitti?

Nel terzo millennio le scuole, intese come edifici, crollano. In Italia nel 2002, crolla la scuola di San Giuliano di Puglia in provincia di Campobasso, muoiono 27 bimbi e la maestra. L’inchiesta accerterà che è dipeso da una scossa di terremoto. Ma crolli di controsoffitti si registrano un po’ ovunque, anche senza l’ausilio del terremoto, come a Napoli nel quartiere di Bagnoli, dove una studentessa rimane ferita e finisce in ospedale. Nel 2008 il fatto più tragico si verifica al liceo scientifico “Darwin” di Rivoli, un altro controsoffitto crolla: uno studente muore e una ventina si feriscono. La differenza con Bagnoli sta nel tipo di controsoffitto, soffice il primo (di polistirolo), pesante quello di Rivoli. A volte costruir leggero fa meno vittime ma accomuna l’edilizia scolastica del Nord con il Sud. Pochi giorni prima di Rivoli (il 21 novembre 2008) anche ad Haiti sono crollate due scuole, l’agenzia Ansa scrive:

PORT AU PRINCE, 12 NOV 2008 – Un’altra scuola è crollata oggi a Port-au-Prince, ad Haiti, causando 7 feriti ma nessuna vittima, secondo fonti di polizia. Il crollo parziale della scuola ‘Grazia Divina’ segue di cinque giorni il drammatico crollo di un’altra scuola nella capitale haitiana, che ha causato 93 morti. Oggi, al momento del crollo c’era la ricreazione e i bambini stavano giocando in cortile.

La circostanza ha evitato una nuova strage.. Ora tutti sanno che è un posto dove nessuno vorrebbe vivere. Corruzione, violenza e povertà sono all’ordine del giorno. C’è un film molto bello che descrive questa amara realtà e s’intitola The agronomist[6], vedetelo e capirete subito che posti ci sono nel pianeta. L’Italia come Haiti? Non esageriamo. Tuttavia chissà perché ogni volta che c’è un accostamento tra la nostra scuola e quella di altri paesi del mondo, questi ultimi sono sempre tra i peggiori! Anche in India (che sta avendo un grande risultato in PIL ma non nella sua redistribuzione) crollano le scuole[7] con la morte dei bambini. Sembra che i tetti siano pericolosi dappertutto.

Manutenzione e posti di lavoro.

In poche parole è dalla costruzione degli edifici che non si è privilegiata la Scuola, figuriamoci la manutenzione! Eppure la manutenzione creerebbe molti posti di lavoro, tra l’altro stabili nel tempo. Invece, prima si aspetta che l’immobile caschi a pezzi e poi si pensa di intervenire. La Scuola non è nel cuore della classe politica ma continua ad esserlo in quello dei genitori che si inventano iniziative in luoghi gradevoli (sport center, oratori, ecc.) per supplire alla disattenzione e all’abbandono. Mi chiedo è mai possibile che nessun partito italiano faccia una proposta di rilancio dell’edilizia scolastica e della sua manutenzione? Eppure un programma del genere coinvolgerebbe decine di migliaia di lavoratori, ingegneri, geometri, e ovviamente i genitori. Tutti elettori, genitori, lavoratori. Aspettiamo fiduciosi. Speriamo però che non ci sia nella mente dei nostri politici (forse inconsapevolmente) quanto affermato da Piero Calamandrei nel 1950.

La scuola pubblica di Piero Calamandrei.[8]

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”

Quando ho letto per la prima volta questa parte del discorso di Piero Calamandrei non credevo ai miei occhi. Nel 1950, a soli 4 anni dalla proclamazione della Repubblica Italiana la situazione della scuola pubblica era già seria. Ma eravamo appena usciti dalla guerra, molte scuole erano andate distrutte o depredate, si può capire la sua preoccupazione. Da dopo 60 anni come mai non si è intervenuti? Per favorire chi? Confesso che non credo che la scuola pubblica sia ridotta al degrado per favorire la scuola privata. Purtroppo la questione è più profonda e riguarda tutti noi, cioè la nostra capacità di assuefarci al degrado, all’abbandono. C’è chi dice che per riprendersi occorre toccare il fondo e forse ancora non ci siamo. Diceva sempre Calamandrei “la libertà è come l’aria, ci si accorge quanto vale quando comincia a mancare”.

Non saper leggere.

“Siamo sempre gli ultimi della classe” ha titolato la Stampa[9] alla presentazione del Rapporto Ocse che compara i dati del 2000 con quelli del 2006. Praticamente l’Ocse nel 2000 ha sancito che siamo un popolo di ignoranti che non conosce neppure l’italiano, nel 2003 che siamo messi male in matematica e nel 2006 che stiamo ancor peggio nelle scienze. L’Indagine PISA (Program for International Student Assessment) mostra che l’Italia si trova dopo l’Estonia, la Slovacchia, Macao, Taipei, la Croazia, la Polonia, ovvero al 36° posto su 57 Paesi partecipanti all’indagine. E’ interessante scoprire che le femminucce sanno leggere meglio dei maschietti, i quali sono un vero problema soprattutto negli istituto professionali. Il generale però l’Italia non esce bene dai confronti internazionali. I nostri ricercatori non possono per motivi scientifici accusare la TV o internet, tuttavia si capisce che un popolo si merita la televisione che ha, come i politici che ha, come i giornali di gossip che ha. Perché meravigliarsi dei ragazzi che non sanno leggere se accettiamo e ci divertiamo programmi tv (anche quelli giornalistici) che abbassano il livello intellettivo di chiunque li segue? Il non saper leggere necessiterebbe un provvedimento, un aumento di ore dedicate alla lettura, al dettato (molti non sanno scrivere, nel senso che non conoscono le doppie e scrivono La Rabia per indicare L’arabia). Ovviamente tutto ciò dovrebbe svolgersi nella scuola, a partire da quella elementare per giungere all’Università. Invece “Non è chiaro, ad esempio, quali siano le logiche formative che portano a ridurre le ore di insegnamento di materie come la matematica e la fisica al liceo scientifico, il diritto e l’economia negli istituti tecnici, inclusi quelli per ragionieri e geometri (mentre di fatto spariscono dai licei), e la lingua straniera, per lo più l’inglese, dappertutto.[10] 

Non sapere i significati delle parole.

Nei test d’ingresso all’Università degli Studi di Firenze nel 2009 molti aspiranti studenti della facoltà di Lettere non hanno saputo spiegare il significato di parole come “velleità”, “procrastinare”, “refuso”. Scambiano il congiuntivo con il condizionale, usano solo il “che” e mai “cui” o “il quale”, si perdono nell’uso della punteggiatura.[11] L’articolo di Laura Montanari sintetizza molto bene i risultati ottenuti dagli aspiranti studenti di più università italiane: Alla facoltà di Ingegneria di Genova è passato soltanto il 45% degli studenti, mentre a Bologna la stessa percentuale, se ci fossero i voti, non prenderebbe neanche una stringata sufficienza. I neodiplomati fanno appena in tempo a iscriversi all’università e già vengono consigliati o obbligati a frequentare i corsi di recupero. La prima “diagnosi” sul grado di preparazione delle matricole fatta da alcuni atenei preoccupa chi sale in cattedra.  A Economia, a Genova, la maggioranza è andata in crisi su quesiti apparentemente facili come “cos’è la Cgil?” e “cos’è Finmeccanica?”. A Firenze, sempre a Economia, una matricola su quattro non raggiunge la sufficienza. A Palermo nel test di Giurisprudenza il 26% delle matricole ha debiti formativi da colmare nei prossimi mesi, a Bari non arriva alla sufficienza poco meno del 40% dei candidati che si sono appena iscritti a Scienze agrarie, forestali e Tecniche alimentari, mentre nei tredici corsi di laurea di Scienze matematiche, fisiche e naturali la media dice che circa il 30% non raggiunge la soglia minima della sufficienza. Va meglio il Politecnico di Torino dove è risultato carente in matematica il 15% degli oltre 4mila neodiplomati, mentre a Economia quelli che non hanno superato la prova sono un decimo. Per i bocciati non si chiudono le porte dell’università. Semmai si aprono le aule per i corsi di recupero dove si corre a riempire le lacune.” Ciò che colpisce di questa cronaca è il rapporto tra l’aspirante studente e la facoltà per la quale si concorre. Ovvero non sapere cosa è la CGIL è sicuramente un’anomalia in generale ma lo è ancor di più se lo studente intende iscriversi ad Economia, come non c’è da stare allegri per gli aspiranti studenti in lettere che non conoscono alcuni vocaboli. Ne esce fuori una trasformazione della lingua italiana, adatta alla tastiera di un telefonino con l’uso del T9 se va bene e se va male con le abbreviazioni tipo “ke” o “cmq” per indicare che e comunque in un SMS.

Tabelline a memoria e nuova scuola.

Ho fatto l’esame della seconda elementare nel 1965. Ricordo. Stavo all’impiedi davanti alla commissione giudicatrice, presente il mio maestro, Fortunato Cerruti che ci aveva preparato ad una gara tra compagni, ora finalmente utile. La prova richiesta era di abilità aritmetica e precisamente la recitazione con la giusta cadenza delle tabelline a memoria. Tabellina del 3, tabellina del 7, tabellina del 9. L’esame andò bene, la preoccupazione del giorno prima, anzi dei minuti di attesa per il mio turno, presto si dissolse ed io come i miei compagni, venni promosso alla terza elementare. Conservo ovviamente la pagella di quel passaggio ma ancor più posseggo il ricordo di quel primo esame fatto in presenza di un altri due maestri, non solo il mio al quale mi ero decisamente abituato. Tra l’altro nel 1964 la mia classe era stato trasferita nel nuovo edificio della Scuola elementare, che allora mi appariva enorme, squadrato, pulito, con gli arredi nuovi e con una serie di poster incorniciati forniti dall’Enit (che appresi subito essere l’Ente Nazionale Italiano per il Turismo) di tante località italiane sconosciute, che con il passare del tempo divennero per me e i miei compagni, luoghi sicuri e familiari. L’esperienza della scuola elementare, degli esami di seconda e di quinta hanno influito enormemente nella mia formazione ma anche cosa i miei occhi hanno potuto vedere in maniera strutturale. Il passaggio dalla vecchia scuola alla nuova mi aveva incoraggiato al progresso, al cambiamento, al miglioramento. E quando a distanza di anni, mi sono ritrovato ad esser responsabile, tra l’altro, dell’arredo della sede dell’Upter di Roma, cosa ho fatto per rendere più carine le pareti del palazzo? Sono andato all’Enit e mi sono fatto dare tanti manifesti di località italiane, li ho incorniciati e permettetemi, hanno fatto e fanno la loro bella figura. Costo dell’operazione, la cornice comprata all’Ikea. Il resto pane ed entusiasmo. L’apprendimento delle tabelline a memoria, come le poesie d’altronde, era la norma nella scuola elementare che io frequentavo. Il mio metodo per imparare era cadenzato da questi tempi:

  1. Apprendimento e ripetizione nel pomeriggio;
  2. Ripasso e rinforzo prima di andare a dormire;
  3. Ricordo ed eventuale rinforzo appena sveglio al mattino.

Un metodo che ci aveva suggerito il maestro Fortunato Cerruti. Ci diceva che al mattino, studiando il giorno prima, la mente avrebbe organizzato e ricordato tutto. La notte porta consiglio, il sonno è il sommo organizzatore. Un metodo di studio che tutt’ora utilizzo che potremmo definire il metodo della “mente fresca” come diceva il mio maestro. Ora nel 2009, i dati dell’Invalsi dell’indagine svolta per conto dell’OCSE ci dice che percentuale di 15-enni con un livello basso di competenza (al massimo primo livello) nell’aerea della matematica è cresciuta quasi di un punto. 31,8% nel 2003, 32,8% nel 2006. Il Mezzogiorno d’Italia ha al solito un risultato raccapricciante, il 45,7% (incremento di 0,2 punti rispetto 3 anni prima). Le Regioni più colpite sono la Sicilia con il 48,9%, la Sardegna con il 45,3%; la Campania con il 44,3%. Le Regioni che hanno ragazzi che sanno far meglio i conti sono il Friuli Venezia Giulia (13,6%), la provincia autonoma di Bolzano (14,2%) e il Veneto (16,7%). Ovviamente questi risultati confrontati a quelli degli altri Paesi partecipanti all’indagine dell’OCSE confermano che nell’era dei PC e di internet i 15-enni hanno serie difficoltà a fare i conti e a dare valore (in senso di numero) ad una serie di transazioni via internet o dirette, forse come conseguenza diretta del deficit matematico rilevato. E’ come dire che il valore di un prodotto è attribuito sulla base di criteri soggettivi e non con il confronto tra i vari generi. Una maglietta firmata può costare molto in termini soggettivi ma costare poco in quelli soggettivi. Quante volte chi ha figli si è sentito dire quel gioco del Nintendo (costo medio 50 euro) costa poco? Quante volte si scopre che l’acquisto è solo il risultato di una pressione pubblicitaria e che presto verrà abbandonato al suo destino di gioco obsoleto e superato da qualche nuova versione?

Nessuno nasce imparato, tuttavia la scuola insegna alcune cose e come abbiamo visto molte non riesce ad insegnarle. Quindi, cosa è il sapere e soprattutto dove si impara?


[1] Le Compagnie aeree del Kazakistan e dello Zambia, non possedendo i requisiti necessari, verranno immediatamente bandite dalla lista Ue e non sarà concesso, alle loro compagnie, di trasvolare i cieli continentali. Unica eccezione per la kazaka ‘Air Astana’ alla quale sarà permesso, sotto monitoraggio del comitato di vigilanza Ue, di effettuare alcuni viaggi. Sono ben nove le compagnie aeree completamente bandite: Air Koryo (Repubblica democratica Corea), Air West (Sudan), Ariana Afghan Airlines (Afghanistan), Siem reap Airways International (Cambogia), Silverback Cargo Freighters (Ruanda), Motor Sich, Ukraine cargo Airways, Ukrainian Mediterranean Airlines e Volare (Ucraina). Bocciati anche gli aerei di 12 nazioni. Alludiamo all’Angola, al Benin, alla Repubblica democratica del Congo, alla Guinea Equatoriale, al Gabon, alla Liberia, alla Sierra Leone e allo Swaziland. Migliorano notevolmente le condizioni dell’Indonesia che, grazie ai progressi effettuati, avrà diritto ad, ulteriori, quattro compagnie aeree idonee e quindi in grado di effettuare trasvolate continentali. (Notizia apparsa sulla stampa europea il 15 luglio 2009).

[2] NORAD (North American Aerospace Defense Command).

[3] Del novembre 2009.

[4] Scuola assediata dall’immondizia i genitori puliscono i marciapiedi. Armati di pale e sacchetti. Per ripulire la scuola dei loro bambini, assediata dalla spazzatura. I genitori dei piccoli della scuola materna comunale Fucini di Ponticelli protesteranno così contro il degrado, raccogliendo i rifiuti accumulati sul marciapiede davanti all’istituto. «Da anni, ogni mattina i bambini che frequentano la scuola devono fare lo slalom tra la spazzatura, per entrare a scuola – raccontano – Un degrado aggravato dalla mancata potatura degli alberi che sovrastano i cumuli di rifiuti e dalla mancata rimozione di alcuni contenitori per la differenziata in sfacelo; l’intero marciapiede è un letamaio». Le segnalazioni all’Asia non sono servite a niente ed ora saranno i genitori a rimuovere carcasse di animali, scatoloni, sacchetti, siringhe, eternit, copertoni e calcinacci. La Repubblica, 21 novembre 2009, Cronaca di Napoli.

[5] Germania e Grecia, protesta e tensioni. Prosegue la protesta degli studenti universitari tedeschi che da giorni occupano le aule per protestare contro le condizioni di studio. Oggi sono scesi in piazza in almeno 35 città, da Berlino a Colonia, per chiedere l’abolizione delle tasse universitarie, per rivendicare i corsi troppo affollati e gli scarsi finanziamenti per le strutture. La Repubblica, 17 novembre 2009.

[6] The agronomist, un film di Jonathan Demme del 2003. In Italia è pubblicato nella collana Feltrinelli Real Cinema.

[7] Crolla tetto della scuola
morti almeno 17 bambini. NEW DELHI – Almeno 17 bambini sono rimasti uccisi nel crollo della loro scuola nello stato settentrionale indiano dell’Uttarakhand, in seguito alle piogge torrenziali che si sono abbattute sulla regione. Lo ha annunciato un responsabile dei servizi di soccorso secondo il quale le ricerche proseguono “perchè potrebbero esserci altre persone sotto le macerie”. 

In particolare, i soccorritori sono alla ricerca di altri 11 bambini e due insegnanti. Otto allievi della scuola del villaggio di Sumgarh sono stati estratti vivi dalle macerie, ha dichiarato Khazan Das, ministro delle emergenze dello stato dell’Uttrakhand.

Ogni anno tra giugno e settembre l’area è interessata dalle piogge e dai monsoni che inondano villaggi, sommergono risaie e causano la morte di persone e animali.
 La Repubbllica, 18 agosto 2010.

[8] Piero Calamandrei . Discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l’11 febbraio 1950. Calamandrei è stato uno dei nostri più importanti costituenti.

[9] Raffaello Masci. Siamo sempre gli ultimi della classe. Il rapporto Ocse sulla scuola boccia l’Italia. Dopo lingua e matematica, allarme in scienze. La Stampa del 4 dicembre 2007.

[10] Chiara Saraceno. La scuola dopo l’ennesima doccia scozzese. La voce punto info del 20.10.2009.

[11] Laura Montanari. L’esercito delle matricole ignoranti. Nessuno sa che vuol dire velleità. La Repubblica, 20 settembre 2009.

Annunci

Informazioni su Francesco Florenzano

Presidente dell'Unieda e dell'Upter Università popolare di Roma.

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: