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Formazione professionale

Analisi del gap informativo ovvero niente dati statistici.

Leggete quanto ho evidenziato in rosso. Vuol dire che non sapremo nulla della formazione professionale! Almeno per diversi anni. Tr a l’altro non sembra che i dati della Scuola e dell’Università siano migliori. A chi giova non avere dati?

Settore: Istruzione, formazione, cultura e attività ricreativa. A  cura dell’ISTAT – Programma 2011-2013 – Aggiornamento 2013

La recente evoluzione delle politiche e delle strategie europee hanno confermato il ruolo centrale dell’istruzione e della formazione per il rilancio dell’economia europea, per la costruzione della società della conoscenza, lo sviluppo del capitale umano. In continuità con il processo di Lisbona, la nuova strategia Europa 2020 ha definito gli obiettivi da raggiungere nel corso del decennio individuando nuovi benchmark e ambiti di lavoro, che impegnano i paesi membri della UE a sviluppare e implementare la produzione e la qualità di dati statistici in materia di istruzione e formazione. Rispetto al quadro informativo definito dal Regolamento del Consiglio europeo n.452/2008 relativo alla produzione e allo sviluppo di statistiche sull’istruzione e sull’apprendimento permanente, il nostro Paese assicura un’ampia e articolata produzione di dati di base descrittivi della struttura e del funzionamento del sistema formativo. Permangono tuttavia alcune lacune informative per colmare le quali gli enti del Sistan sono da tempo impegnati in un processo di aggiornamento e ampliamento del campo di osservazione delle rilevazioni statistiche.
Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in particolare, svolge una continua attività di adeguamento dei questionari delle Rilevazioni delle scuole, statali e non statali di ogni ordine e grado, e delle università. Per quanto riguarda, ad esempio, la nuova offerta formativa degli I.T.S. attivati nell’anno scolastico 2010/2011, il Miur attiverà una specifica Banca Dati allo scopo di rilevare e gestire le informazioni relative al sistema di istruzione e formazione tecnica superiore.
Nel campo delle statistiche universitarie si segnala la permanente mancanza di informazioni complete per quanto riguarda i corsi di livello universitario dei Mediatori Linguistici e i corsi post laurea di Psicoterapia. A tale proposito, il Miur sta valutando la possibilità di concordare l’utilizzo a fini statistici di un archivio costruito e gestito dal Consorzio Caspur.
Significativi miglioramenti si registrano anche nel campo delle statistiche descrittive del sistema di formazione professionale, in particolare per quanto riguarda i Percorsi triennali di Istruzione e Formazione professionale (I.F.P.). Proprio in merito a questa filiera, tuttavia, alcune esigenze informative restano insoddisfatte, come quelle relative all’età dei partecipanti ai corsi IFP o all’apprendistato per l’esercizio del diritto-dovere di istruzione e formazione, a cui si può accedere all’età di 15 anni, variabile da osservare per un corretto monitoraggio dell’obbligo di istruzione. Un utile contributo al superamento del problema potrà venire dall’introduzione, nell’Anagrafe degli alunni gestita dal Miur, dell’informazione relativa agli studenti che lasciano i percorsi scolastici per accedere alla filiera della formazione professionale o all’apprendistato. In attesa che vada a regime il Sistema informativo-statistico della formazione professionale (Sistaf) rimangono tuttora parziali e incomplete le statistiche sulla formazione professionale regionale a finanziamento pubblico, così come non esiste ancora alcuna fonte statistica organizzata sull’offerta privata di formazione professionale.
Più in generale, si segnala che la riduzione delle risorse disponibili per il settore pubblico sta avendo un impatto negativo sull’attività statistica di vari enti. In particolare, a seguito della diminuzione dei trasferimenti statali alle regioni, le attività statistiche delle amministrazioni locali subiranno una contrazione: ad esempio, sarà limitata a sei regioni la partecipazione al progetto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali volto alla realizzazione di un “Sistema informativo-statistico della formazione professionale (Sistaf)”, mentre l’Isfol sospende la rilevazione “Spesa delle regioni per la formazione professionale”.
Per quanto riguarda l’offerta di informazioni statistiche in materia di attività culturale si segnala l’assenza di precisi riferimenti normativi che rappresentino ed esprimano una puntuale domanda di informazione statistica. In sede internazionale (Eurostat) non è ancora previsto un regolamento che disciplini l’attività statistica per il settore culturale. Tale mancanza rappresenta un limite strutturale del settore e tende a favorire la produzione di informazione statistica non istituzionale e non ufficiale. Il Consiglio europeo, tuttavia, ha in più occasioni sottolineato l’importanza dei processi di sviluppo del potenziale culturale in termini di creatività e di innovazione, specie per quanto riguarda il ruolo delle industrie culturali e creative e, nello specifico, del settore delle ICT (Conclusioni del Consiglio sul contributo dei settori culturale e creativo al conseguimento degli obiettivi di Lisbona, 2007).
Considerando la domanda di statistiche culturali maturata in ambito nazionale, volta a soddisfare i fabbisogni conoscitivi degli utenti e in particolare degli operatori del settore, appare necessario, in particolar modo nell’attuale fase di crisi economica, compiere un ulteriore sforzo per sfruttare a pieno le potenzialità delle fonti disponibili, soprattutto attraverso la loro razionalizzazione e il loro coordinamento.
In particolare si evidenzia l’esigenza di sviluppare un sistema integrato, intersettoriale e multifonte, che sia in grado di fornire una rappresentazione adeguata del contributo del settore culturale ai processi di sviluppo sociale ed economico. Allo stato attuale si conferma, inoltre, la mancanza di un’analisi di sistema delle risorse professionali impiegate in ambito culturale e dei processi formativi e occupazionali, che consenta di descrivere la corrispondenza tra il sistema formativo e il mercato del lavoro e delineare le linee di sviluppo a supporto delle politiche di settore.
Infine, sarà necessario un maggiore e più efficace impegno per adeguare l’offerta di produzione statistica volta a fornire informazioni dettagliate a livello territoriale sugli interventi pubblici nel settore (modalità di organizzazione e funzionamento delle istituzioni culturali pubbliche e dei servizi erogati) e, in particolare, sulla spesa pubblica a livello regionale.

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Informazioni su Francesco Florenzano

Presidente dell'Unieda e dell'Upter Università popolare di Roma.

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