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Apprendimento continuo

Comunità che apprende

Sistema di Educazione permanente di Roma Capitale 

  1. Premessa.

Nel mondo, e in particolar modo in Europa, il lifelong learning – l’apprendimento permanente – è un importante indicatore economico. L’Italia nel 2012 con il 6,6 % di persone dai 25 ai 64 anni che hanno effettuato corsi (media europea del 9%) si situa al 22° posto su 33 paesi dell’area. Un risultato deludente (nel 2011 era al 21°), che ci obbliga a reagire sensibilizzando e chiarendo il ruolo dell’educazione permanente. Dobbiamo far capire che l’apprendimento permanente combatte il degrado, la disgregazione sociale e il nuovo analfabetismo, ora come non mai, nonostante le enormi disponibilità offerte da internet e dai nuovi strumenti tecnologici. Chiarendo il suo ruolo perché l’apprendimento permanente non è un qualsiasi atto formativo, è l’atto formativo della persona, per tutto il corso della vita, lo strumento per dare a tutti socialità e democrazia, partecipazione e cittadinanza. Da questa premessa partiamo per illustrare un progetto che può fare di Roma la Capitale dell’educazione permanente.

 

1. L’Upter: non si finisce mai di imparare.

Il progetto dell’Upter, a partire dalla sua fondazione (1987) è il coinvolgimento di una gran parte della popolazione in un processo di apprendimento continuo, che non tenesse conto del fattore età (essere giovani o anziani non è importante: l’importante è la motivazione e la visione di un futuro migliore). In questo modo si è operato un imponente decentramento culturale per arrivare dove vive la gente e mettendola in condizione di frequentare avviarla ad un percorso di apprendimento utile alla sua crescita personale e a quello della comunità. Imparare non è solo il percorso di un titolo di studio ma è il processo continuo di coinvolgimento culturale, ricco di nuove informazioni e conoscenze, capace di soddisfare le curiosità come le necessarie nozioni da avere per essere competitivi e adeguati alle trasformazioni del mondo del lavoro. Solo una realtà come l’Upter, radicata nel territorio e con una immagine di funzione pubblica può riuscire in un coinvolgimento collettivo. Ecco perché è ipotizzabile enunciare un concetto chiave dell’apprendimento continuo, quello della comunità che apprende.

Alla luce dei risultati (oltre 400.000 persone coinvolte in 26 anni di attività) si rende necessario ripensare ad una nuova forma organizzativa con il coinvolgimento diretto del Comune di Roma. La popolazione di riferimento per l’educazione permanente è complessivamente di 204.763 persone. Di queste il 71,16% in età lavorativa e il 28,84% in età pensionabile. Per questa presentazione abbiamo calcolato una frequenza-obiettivo del 10% (il target Europeo è del 15% per il 2015). Allo stato attuale la parcellizzazione dell’offerta, (migliaia di associazioni operanti in tutti quartieri, singole persone che si improvvisano formatori, agenzie formative pubbliche e private di formazione professionale, università popolare e agenzia di formazione continua per lavoratori delle imprese) rende difficile un censimento dei frequentanti. Tuttavia seguendo le rilevazioni periodiche dell’Istat è possibile ipotizzare una frequenza di almeno 100.000 persone pari al 5% della popolazione di riferimento. Misera cosa rispetto altre capitali europee! Di queste l’Upter intercetta mediamente il 25% per anno ovvero 25.000 persone che frequentano i suoi corsi e seminari.

 

Distribuzione della popolazione 2013 – RomaClassi di età fino a 24 anni, da 25 a 64 e da 65 e più. Dati Istat 2013
               
Età Celibi Coniugati Vedovi Divorziati Maschi Femmine Totale
/Nubili /e /e /e N % N % N %
fino 24 588.353 2.837 6 20 304.980 51,59 286.236 48,41 591.216 22,40
25-64 511.849 854.160 26.223 64.791 695.040 47,70 761.983 52,30 1.457.023 55,21
65 + 57.436 343.041 169.007 21.119 241.850 40,95 348.753 59,05 590.603 22,38
Totale 1.157.638 1.200.038 195.236 85.930 1.241.870 47,10% 1.396.972 52,90% 2.638.842
Partecipanti Formazione permanente. Obiettivo 10% popolazione.
Età Maschi Femmine Totale
N % N % N %
25-64 69.504 47,70 76.198 52,30 145.702 71,16
65 e più 24.185 40,95 34.875 59,05 59.060 28,84
Totale 93.689 47,10% 111.074 52,90% 204.763  
  1. Progetto di una “Università popolare” di Roma capitale

Il modello di progetto si ispira alle Volkhochschulen tedesche (oltre 1.000 sedi centrali e circa 4.000 sedi locali con una partecipazione di oltre 6 milioni di persone. Berlino ha 12 Università popolari, una per Quartiere. Sono note in Germania con la sigla VHS (www.whs.de).

 

2.1. Procedure di sussidiarietà orizzontale.

Il progetto è una razionalizzazione nonché un esempio di sussidiarietà orizzontale. A tale scopo rammentiamo che i Comuni possono promuovere, sostenere e valorizzare le risorse territoriali che costituiscono il capitale sociale della comunità locale, attivando, nelle forme previste dalla legge, rapporti di collaborazione con le formazione sociali attive del territorio che, in assenza di scopo di lucro, esercita una pubblica funzione, in applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale previsto dall’art. 118 della Costituzione.

Nelle procedure previste tramite gli accordi di sussidiarietà non si definisce un corrispettivo economico a fronte di un servizio erogato, quanto piuttosto una compensazione finanziaria pubblica necessaria al perseguimento della missione svolta, che non potrebbe essere realizzata compatibilmente con le finalità sociali attraverso i soli meccanismi del mercato. La sussidiarietà orizzontale non riguarda quindi i rapporti di tipo commerciale od imprenditoriale ma i rapporti tra le Istituzioni Pubbliche e le formazioni sociali, che intendano condividere le responsabilità pubbliche relative al “bene comune”. In questo caso il rapporto tra Ente pubblico e privato senza scopo di lucro si configura come rapporto di diritto pubblico, che ha per oggetto l’esercizio di pubbliche funzioni e lo strumento giuridico adottato è quello dell’accordo procedimentale (ai sensi dell’art. 11 della legge n. 241/90) che permette al privato di aderire alle pubbliche responsabilità che caratterizzano le funzioni pubbliche. Secondo questo modello proponiamo una cabina di regia che possa agire sotto un unico marchio (quello della Fondazione di Comunità) garante Roma Capitale.

 

2.2.  Organizzazione e aggregazione di funzioni pubbliche: verso il Sistema di Educazione Permanente di Roma Capitale.

 Costituzione di una Fondazione di Comunità partendo dall’esistente:

  1. Upter e le sue 52 sedi;
  2. Scuole serali del Comune;
  3. Centri Culturali e Biblioteche del Comune di Roma;
  4. Centri comunali di formazione professionale.

 

  • Organizzazione
  1. Sede Centrale, Direzione generale, ufficio di coordinamento delle 15 sedi municipali.
  2. 15 sedi municipali centrali da istituire sulla base di edifici, in prevalenza ex scolastici, da riconvertire sul territorio. (Queste sedi saranno affiancate dalle strutture esistenti quali Biblioteche, centri culturali, Centri di formazione professionale, ecc.).
  3. Ogni sede municipale potrà avere sedi con vocazione tematica (giardinaggio, informatica, pittura, ecc.)
  4. Alle sedi Municipali faranno riferimento i tutte le strutture presenti sul territorio municipale, tanto da ottenere un Sistema integrato di educazione permanente.

 

2.3.                  Forma giuridica: Fondazione di Comunità

La forma giuridica del Sistema di Educazione Permanente di Roma Capitale potrebbe essere una Fondazione di Comunità. Secondo questo progetto è quella che meglio risponde alle strutture che andranno a costituirla.

“La Fondazione di comunità è un ente non profit, che mette insieme soggetti rappresentativi di una comunità locale (privati cittadini, istituzioni, associazioni, operatori economici e sociali) con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita della comunità stessa, attivando energie e risorse e promuovendo la cultura della solidarietà, del dono, e della responsabilità sociale. La principale peculiarità di questo tipo di fondazione è la possibilità per una collettività di investire nel proprio sviluppo e nelle sue qualità, attivando risorse proprie per realizzare progetti ed interventi per il territorio. La Fondazione di Comunità, grazie alla capacità di attrarre risorse, sotto forma di donazioni e altre liberalità, valorizzarle attraverso un’attenta gestione patrimoniale e di investirle in progetti locali di carattere sociale, rappresenta un importante strumento di sussidiarietà.

Le principali caratteristiche della Fondazione di Comunità sono:

  • essere un ente di diritto privato dotata di un patrimonio;
  • essere rappresentativa dell’intera comunità;
  • essere autonoma e indipendente;
  • operare per il bene comune.”

 

2.4. Finanziatori e donatori

La Fondazione di Comunità tramite il suo forte radicamento sul territorio ha un enorme potenziale di donazione. I donatori possono essere Fondazioni erogative, imprese, istituzioni pubbliche. Tuttavia una fonte di finanziamento cospicuo verrà direttamente dai frequentatori ai corsi, sia tramite le quote associative sia con i contributi specifici ai corsi oltre che attraverso erogazioni liberali e lasciti. Da non trascurare il gettito del 5 per mille.

 

2.5. Forza lavoro

L’organizzazione delle strutture, la promozione e la realizzazione delle attività formative costituiscono una fonte di lavoro per migliaia di persone.

 

Proposta depositata all’Assemblea Capitolina del Comune di Roma Capitale a seguito del Consiglio straordinario del 18 marzo 2014, dedicato alle “Misure per il contenimento della spesa di Roma Capitale”, al quale ho partecipato in qualità di presidente dell’Upter.

 

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Informazioni su Francesco Florenzano

Presidente dell'Unieda e dell'Upter Università popolare di Roma.

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