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Apprendimento continuo

Note sulle Linee guida per una Riforma del Terzo Settore. Consultazione pubblica.

Upter Università Popolare di Roma, impresa sociale
Maratona di Roma, ASD
Explora Museo dei Bambini, Cooperativa sociale
Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia, Associazione culturale
Primavera ciclistica, ASD
 
1. Il terzo settore che è primo a Roma per eccellenza.

Ognuna delle organizzazioni firmatarie di queste note è stata capace di realizzare nel corso degli anni, delle realtà imprenditoriali che hanno segnato il proprio ambito di attività. Primavera ciclistica, organizza da 69 anni il Gran premio ciclistico della Liberazione; la Maratona di Roma da 21 anni assicura un ruolo mondiale a Roma con oltre 150.000 partecipanti per volta; Explora il Museo dei Bambini di Roma, primo museo privato e non profit, accoglie oltre 150.000 visitatori anno; la Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia è da 40 anni punto di riferimento per oltre 100.000 allievi; l’Upter dal 1987 è la rappresentazione concreta dell’apprendimento permanente con oltre 400.000 iscritti in 26 anni. Tutte assieme svolgono una funzione sociale ed educativa e considerati i numeri una funzione pubblica. Sono l’esempio concreto di quanto descritto dalle linee guida per una Riforma del Terzo Settore, in quanto sono trasparenti, democratiche, gestiscono beni comuni e promuovono valori civili e cittadinanza.

 

 

2. Procedure di sussidiarietà orizzontale e art. 118 della Costituzione Italiana.

 

Lo Stato, le Regioni e i Comuni possono promuovere, sostenere e valorizzare le risorse territoriali che costituiscono il capitale sociale della comunità locale, attivando, nelle forme previste dalla legge, rapporti di collaborazione con le formazioni sociali attive del territorio che, in assenza di scopo di lucro, esercitano una pubblica funzione, in applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale previsto dall’art. 118 della Costituzione.

Nelle procedure previste tramite gli accordi di sussidiarietà non si definisce soltanto un corrispettivo economico a fronte di un servizio erogato, quanto piuttosto una compensazione finanziaria pubblica necessaria al perseguimento della missione svolta, che non potrebbe essere realizzata compatibilmente con le finalità sociali attraverso i soli meccanismi del mercato.  La sussidiarietà orizzontale non riguarda quindi i rapporti di tipo commerciale o imprenditoriale ma i rapporti tra le Istituzioni Pubbliche e le formazioni sociali, che intendano condividere le responsabilità pubbliche relative al “bene comune”.

In questo caso il rapporto tra Ente pubblico e privato senza scopo di lucro si configura come rapporto di diritto pubblico, che ha per oggetto l’esercizio di pubbliche funzioni e lo strumento giuridico adottato è quello dell’accordo procedimentale (ai sensi dell’art. 11 della legge n. 241/90) che permette al privato di aderire alle pubbliche responsabilità che caratterizzano le funzioni pubbliche.

Ad esempio, la ricaduta di questi accordi sugli Enti non profit è anche di tipo economico, vale a dire agevolazioni sulle imposte e sui tributi oppure sulla gestione di edifici pubblici.

 

 

3. Il diritto di cittadinanza e il rispetto delle regole.

Fatto Un punto chiave dello sviluppo di queste imprese è rappresentato dalla visione che hanno, ognuna nel proprio campo, capace di realizzare un’attività diffusa sul territorio, in grado di esercitare un vero diritto di cittadinanza, per cui riteniamo che occorre essere chiari sulle regole da seguire.

 

I punti critici sono:

  1. Forme di democrazia delle associazioni: garantire tutti, compresi i fondatori. Risolvere in modo chiaro, e per tutti, la rappresentanza degli associati, con nuove forme di partecipazione, necessarie specialmente quando si tratta di associazioni di primo livello con decine di migliaia d’iscritti.
  2. Combattere le finte associazioni. Impedire che singoli possano costituire associazioni con il solo fine di incassare quote e contributi ignorando gli obblighi di legge.
  3. Introdurre nelle associazioni imprese sociali forme di low profit, ovvero di remunerazione per chi, in qualità di associato, investa fondi per potenziarne il ruolo e lanciarne lo sviluppo.

 

 

4. Dare stabilità e futuro alle persone.

I nostri organismi creano varie forme di lavoro retribuito, dal lavoratore dipendente a quello occasionale. La legislazione del lavoro attuale crea spesso conflittualità tra Ente e lavoratore, con un aumento del contenzioso e delle spese legali, per cui occorre che presto si chiariscano alcune posizioni introducendo una forma di contratto nazionale, declinato a livello locale, più adatto alle forme associative e precisamente si affrontino almeno i seguenti temi:

  1. Stabilire i limiti delle collaborazioni, sia nella forma sia nella loro durata. Stabilire in maniera chiara cosa si fa in qualità di lavoratore dipendente e cosa da collaboratore. Allo stato attuale si verifica che collaboratori (specialmente insegnanti e istruttori) rivendicano dopo anni di collaborazione forme di rapporto subordinato, quando è chiaro che questi non lo è mai stato!
  2. Nel rispetto degli Enti non profit i collaboratori, ad esempio insegnanti o istruttori devono impegnarsi a non esercitare forme di concorrenza sleale.
  3. Istituire un Fondo pensionistico appropriato per tutti coloro che operano nel Terzo settore (dipendenti, collaboratori, membri di direttivi, volontari, ecc.) al fine di garantire loro un futuro dignitoso.

 

  1. Sostegno finanziario concreto e garanzie.

Il sostegno agli Enti di terzo settore deve diventare una peculiarità e un obbligo proprio per la sua natura giuridica e sociale. Attualmente le forme di credito e di sostegno sono dettate da regole adatta alle società di capitali, aggravate da continue vessazioni (leggasi fidejussioni e garanzie che i soci devono sottoscrivere). Occorre ribaltare il concetto: non è il capitale o il patrimonio economico a stabilire la garanzia ma il Capitale umano fatto dai dirigenti, dai dipendenti e dagli associati. Ovvero l’accesso al credito e il sostegno economico deve essere rapportato alla quantità di lavoratori e delle persone attive, in essere nell’Ente. Riconosciuta la funzione pubblica dell’Ente il sostegno economico dovrà essere rapportato alla quantità di lavoratori occupati oltre che ai servizi esercitati.

Infine, occorre semplificare e realizzare una normativa sulle concessioni di immobili di proprietà demaniali o comunali per offrire la possibilità a tutte le realtà “non profit” esistenti e future, di poter crescere e sviluppare il proprio “futuro” con la riqualifica e la ristrutturazione di aree in degrado  “rammendando con qualità e creatività” come suggerito dall’architetto Renzo Piano.

 

  1. Funzioni dell’Autority.

Riteniamo che l’istituzione dell’Autority del Terzo settore sia necessaria soprattutto per vigilare sulle effettive funzioni degli Enti non profit, sull’applicazione e sul rispetto delle regole onde impedire elusioni fiscali. Inoltre l’Autority dovrà vigilare sulle forme di lavoro all’interno degli Enti non profit al fine di impedire abusi da parte dell’Ente oppure  pretese anacronistiche da parte dei collaboratori.

È auspicabile, e grazie all’istituzione di l’Authority sarà possibile, un elenco delle onlus, imprese sociali, coop sociali, associazioni in generale come avviene per il 501(c) in USA il cui elenco è consultabile on line sul portale dell’IRS International Revenue Service (la nostra Agenzia delle Entrate offre la consultazione per gli enti che hanno richiesto il 5×1000). Questa “label, 501 (c) è importantissima e le aziende che in USA donano potendo dedurre fiscalmente le proprie donazioni pongono ovviamente molta attenzione a questo aspetto. Ad esempio la maggior parte dei Children Museums posseggono la 501(c) 3 per fini educativi e scientifici.

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Informazioni su Francesco Florenzano

Presidente dell'Unieda e dell'Upter Università popolare di Roma.

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