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Educazione degli adulti

Questa categoria contiene 5 articoli

La Regione Lazio e la cultura: una petizione su Change

A fronte di una stima positiva per la cultura la Regione Lazio non ha più finanziato la Legge Regionale n. 53 del 1993 che ha assicurato fino a 3 anni fa un sostegno alle Università della Terza Età. Da un certo momento in poi .- diciamolo pure – la Giunta Polverini decide di non finanziarla più. Abbiamo provato a farla ragionare ma ci dissero che non c’erano i soldi. Poi abbiamo letto e visto sui giornali perché non c’erano!

Ora accade che la Giunta Zingaretti, che tanto sta facendo per riportare in ordine le azioni e i conti della Regione Lazio, conferma il non finanziamento. Siamo veramente stupiti, perché è vero che i soldi sono sempre meno ma leggiamo dai giornali e dai comunicati della Regione le tante iniziative finanziate,

Noi crediamo che la funzione delle Università della Terza Età sia di primaria importanza per la convivenza civile e democratica ed è stato un grave errore non averlo tenuto da conto. Ho così deciso di lanciare su Changes una petizione, che riporto integralmente.

Care amiche ed amici,

Ho lanciato la petizione “Al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: Rifinanziare la Legge 53/93 della Regione Lazio “Università della Terza Età”” e ho bisogno del tuo aiuto per diffonderla.

Puoi prenderti 30 secondi per firmare? Ecco il link:

http://www.change.org/it/petizioni/al-presidente-della-regione-lazio-nicola-zingaretti-rifinanziare-la-legge-53-93-della-regione-lazio-università-della-terza-età

Ecco perché è importante:

Grazie a questa legge nella Regione Lazio sono state costituite oltre 30 Università della Terza Età che realizzano corsi di formazione permanente agli adulti e agli anziani, dando opportunità formative a tutti e a basso costo.

Grazie a questa Legge la Regione Lazio ha raggiunto una percentuale di partecipanti all’apprendimento permanente (lifelong learning) pari all’8% della popolazione dai 25 ai 64 anni.

Grazie a questa legge si mantengono numerosi posti di lavoro!

Grazie a questa legge si sono radicate sul proprio territorio realtà quali l’Upter di Roma, l’Upe Antonio Martinoia di Monterotondo, l’Upte di Viterbo, la Libera Università Igino Giordani di Tivoli, l’Uptel di Latina, ecc. con una partecipazione popolare di oltre 50.000 partecipanti per anno.

Aveva cominciato la Polverini con il non finanziamento e sorprendentemente sta continuando la Giunta Zingaretti.

Siamo sorpresi e addolorati per questa disattenzione e per questa sottovalutazione di un fenomeno culurale che ha dei risvolti sociali non indifferenti.

La crisi non giustifica il non finanziamento, è un alibi che non possiamo accettare.

Puoi firmare la mia petizione cliccando qui.

Grazie!
Francesco Florenzano

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Il terzo settore che ha una funzione pubblica

Il terzo settore che ha una funzione pubblica

Video della Conferenza Stampa tenutasi alla Camera dei Deputati giovedì 5 giugno 2014, ore 10,30.

Petizione per la detrazione fiscale per i corsi di formazione degli adulti

L’educazione degli adulti è la cenerentola dell’apprendimento in Italia. Nonostante la presenza sul territorio nazionale di migliaia di associazioni  che si occupano di formazione, lo Stato non riconosce alcun incentivo per chi si associa e frequenta i corsi. Si tratta di una vera e propria discriminazione verso chi decide di ampliare i propri orizzonti culturali. Allo stato attuale è consentita la detrazione d’imposta del 19% per “le spese, per un importo non superiore a 210 euro, sostenute per l’iscrizione annuale e l’abbonamento, per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni, ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica” nonché per i corsi che conducono al conseguimento di un titolo di Studio (derivato dalle fatidiche 150 ore!). Tutto questo significa che i cittadini che concorrono all’innalzamento della cultura generale non sono considerati e premiati.  Eppure lo Stato italiano sa bene che l’indicatore economico del lifelong learning (apprendimento continuo da 25 a 64 anni) è considerato essenziale per la crescita sociale ed economica dall’Unione Europea. Infatti, basterebbe solo considerare la magra figura che fa l’Italia nella graduatoria dei Paesi membri (6,6 % di italiani che hanno effettuato corsi nel 2012) contro una media europea del 9% (ad esser precisi l’Italia passa dal 21° al 22° posto dal 2011 al 2012 sui 33 Paesi dell’area) a sentire il dovere morale oltre la responsabilità politica a prendere una iniziativa! In realtà c’è un silenzio assordante su questo tema, per cui credo che siano i cittadini a dover prendere la parola e rivendicare un atto che faciliterebbe la partecipazione di più persone. Il mondo politico è troppo distratto per capire l’importanza di questa norma per cui invito tutti a diffondere questa petizione e a sponsorizzarla affinché, stabilendo norme per l’accesso attraverso la qualità degli Enti attuatori, possa diventare una priorità politica e contribuire alla ricrescita nazionale.

Per firmare la petizione vai su change.org

L’educazione degli adulti a Roma

L’educazione degli adulti a Roma è l’Upter. Questa affermazione è sostenuta da un dato di fatto: da 26 anni oltre 300.000 persone hanno partecipato ad almeno un corso annuale. Ed è anche vero che l’Upter è l’unica associazione che continua a parlarne e a crederci, lottando con tutti i suoi mezzi una crisi che l’ha coinvolta. Invece, apprendiamo che a Roma c’era un sistema EDA e ce lo rivela una relazione, tutta da leggere, resa pubblica sul sito di Roma Capitale.

A Roma, a partire dal gennaio 2009, il Comune “apre” gli sportelli EDA a seguito di un finanziamento della Regione Lazio (DGR 854/07) e da documentazione scaricabile dal sito di Roma Capitale possiamo capire meglio cosa hanno fatto. Gli sportelli sono alla base di 8 Comitati locali di Educazione degli adulti interessanti i 19 Municipi di allora. Il finanziamento di questo progetto è stato di circa 650.000 euro. Leggiamo dal monitoraggio la solita pappardella che non dice niente e che crea subito un primo disorientamento, ovvero dove stanno gli sportelli? Leggete cercate di capire e se capite fatemelo sapere perché io non ho capito dove si trovano o trovavano.

“COLLOCAZIONE SPORTELLI

Gli Sportelli Informativi EDA sono collocati, a seconda dei Municipi, in servizi diversi tra loro. In alcuni casi ci troviamo nell’ambito del Servizio Sociale e degli Uffici Scuola in altri casi gli Sportelli vedono la loro collocazione nell’ambito del URP Municipali o dell’Accoglienza Unica al Cittadino. La diversa collocazione determina tempi e modalità di erogazione del servizio differenti. Nell’ambito di un Ufficio Relazioni con il Pubblico non è possibile pensare a colloqui approfonditi, Nell’ambito degli sportelli EDA questi sono quelli che tendenzialmente esplicano una funzione solo “informativa”. Nel caso di Sportelli EDA collocati in servizi che non si occupano di prima accoglienza al cittadino, ma che possiamo considerare di secondo livello, il servizio viene erogato tramite colloqui maggiormente approfonditi e anche dei secondi appuntamenti, in questo caso viene esplicata anche una funzione di orientamento di primo livello. Analizzando i dati è apparso evidente che rapidamente “EDA” è diventato uno strumento in più cui gli operatori hanno potuto attingere, tra i possibili a loro disposizione, nell’attività di sostegno e accompagnamento dei cittadini presi in carico. Questo risulta particolarmente vero nell’ambito dei Servizi Sociali.

GLI SPORTELLI DIFFUSI

In tutti i Comitati Locali si è cercato di creare una rete di sportelli diffusi, di incentivare nell’ambito di servizi di informazione e orientamento o di enti che operano nel mondo della formazione professionale e dell’istruzione, la presenza di tempi dedicati ad una attività di informazione riconoscibile con il “marchio EDA”. Questo è avvenuto anche con tutti i soggetti che hanno partecipato alle diverse cabine di regia e che hanno ragionato nell’ambito dei Comitati Locali su come facilitare ed incentivare l’accesso dei cittadini alle varie opportunità formative in un’ottica di riqualificazione professionale mettendo in relazione bisogno formativo e offerta del territorio per favorire percorsi di costruzione di conoscenza e processi di partecipazione attiva. Nel corso degli anni si sono fatti carico dello “sportello diffuso” anche enti quali le ASL in particolare tramite i consultori. I servizi educativi all’infanzia, tramite il personale educativo dei nidi comunali, strutture e realtà afferenti in varia misura al privato sociale.”

Al momento dell’apertura degli sportelli è stata lasciata libertà a ciascuna struttura di predisporre una scheda di accoglienza personalizzata a seconda delle peculiarità del servizio stesso. Venne chiesto però a tutti di rilevare alcune variabili ,anagrafiche e di base, proprio in previsione di un’azione di monitoraggio complessiva.”

Vale a dire che ognuno ha fatto quello che gli pareva per cui la rilevazione ha avuto qualche difficoltà nella valutazione di dati differenti e aggiuntivi, probabilmente non confrontabili tra di loro.

Il documento afferma che “Nel corso del 2010/2011 la mappa degli sportelli e degli operatori impegnati si è ridisegnata anche in virtù del fatto che, insieme al finanziamento regionale, la fase progettuale si è conclusa. Siamo entrati quindi nella fase di messa a sistema e dell’istituzionalizzazione dei Comitati Locali e della funzione EDA nell’ambito della attività di Roma Capitale e delle 19 Municipalità.”

Vi risparmio altre letture di questa relazione e rimando al documento completo e giungo alle conclusioni. Premesso che il monitoraggio non riguarda quanti hanno frequentato le attività di educazione degli adulti nella città visto che riguarda quanti (tra l’altro stimato visto che non tutti gli sportelli hanno fornito i dati) si sono rivolti agli sportelli. Se leggo bene dal 2009 al 2011 si sono rivolti agli sportelli 1.356 persone (parliamo di visite o di visitatori unici?). Poi ci sono le telefonate (probabilmente anche le nostre che telefonavamo per capire cosa stavano facendo), “circa 1.200. Alla Scuola elementare il mio maestro diceva che non si “possono sommare le patate con le cipolle” cosa non condivisa ovviamente da chi crede che la matematica sia una opinione, per ci il documento giunge ad affermare che la “Stima complessiva utenti EDA è di 3.356”. Questa cifra è ottenuta sommando Tot accessi registrati periodo 30/09/2009-31/12/2010: 1356 (patate), Stima accessi iniziali non registrati!: circa 200 (cipolle), Stima accessi telefonici: circa 1200 (agli), Tot accessi ancora non conteggiati 2011: circa 600 (peperoncini). Scusate l’ironia ma è la prima volta in tanti anni che vedo un uso così spregiudicato della statistica!

Infine, la conclusione che ha a che vedere con il costo del Progetto. Circa 650.000 euro, una enormità rispetto a quanto è stato fatto e a quanto è rimasto. A Roma non esiste alcun sistema di educazione degli adulti e se non ci fosse l’Upter a porre ancora una volta la questione nessun altro lo farebbe, perché l’assenza dell’Istituzione favorisce appetiti affaristici, che invece di fare rete si fa concorrenza.

A suo tempo, partecipammo ad una convocazione, sempre da parte dei gestori di questo progetto, ad una seduta di un Comitato cittadino EDA. Ci ritrovammo in un comitato composto da circa 100 persone- Andammo via con la considerazione che se si vuole fare un Comitato forse occorre pensare ad un numero minore di partecipanti e meglio ancora ad un numero di rappresentanti di Istituzioni di merito e non generiche. “Se ogni presente prende la parola per un minuto, 100 persone, 100 minuti” quindi, impossibile ragionare e portare avanti un percorso concreto, così dicemmo allora e ce ne andammo.

Germania: Volkshochschulen per tutti

L’educazione degli adulti in Germania è la Volkshochschule (nota anche con la sigla VHS), ovvero una sorta di Università popolare, il centro di educazione degli adulti ramificato in migliaia di città e sedi con una offerta straordinaria di corsi, conferenze e progetti. Ovviamente la presenza delle Volkshochschulen non preclude la presenza di altre istituzioni dedicate agli adulti, scuole private di lingue e di materie professionali e di Università della terza età, ma la capillarità raggiunta delle VHS è fuori discussione e la loro presenza nella vita quotidiana tedesca lo è altrettanto. In genere la Volkshochschule è una istituzione comunale, con a capo un Direttore nominato direttamente dall’assessore competente:  la maggioranza delle Volkshochschulen è di proprietà comunale ma numerose sono le associazioni di professionisti e le Srl (in tedesco GmbH).

Breve excursus storico. Le Volkshochschulen (letteralmente Liceo del popolo, attualmente conosciute anche come “Centro di educazione degli adulti”) sono state fondate come scuole aperte all’inizio del XIX secolo sotto l’influenza delle Scuole popolari danesi (folkhighschools) create da Nikolas Severing Grundtvig (che ha dato il nome all’interno del LLP al programma di educazione degli adulti dell’Unione europea) un ministro Luterano danese del 18° secolo. Con la Repubblica di Weimar queste si sono diffuse in tutte le maggiori città del paese ma il nazismo ne abolì rapidamente la diffusione e le chiuse. Dopo la seconda guerra mondiale gli Alleati con l’intento di diffondere ed educare alla democrazia il popolo tedesco ne favorirono la riapertura. Nel 1955 si contavano nella Germania Ovest oltre 1000 Volkshochschulen che nel corso degli anni seguenti si consolidano attraverso leggi e interventi pubblici. Il trend di partecipazione registra un andamento in continua crescita. Nel 1962 c’erano 62.000 corsi e partecipavano 1.000.370 persone. Venti anni dopo, nel 1982, i corsi erano 303 mila e i partecipanti 4 milioni e mezzo. Nel 2002 i corsi erano 559 mila, gli iscritti 6.866.000 (il picco più alto mai raggiunto) mentre nel 2008 a fronte di un incremento di corsi (569 mila) si è avuta una flessione di iscritti pari a circa 360 mila partecipanti.

Alcuni dati sulle Volkshochschulen. Il DIE (Istituto Tedesco dell’Educazione) con sede a Bonn, produce annualmente una mole di dati su tutti i temi dell’educazione in Germania e tra questi un rapporto annuale sulle Volkshochschulen. Riportiamo i dati rapporto disponibile riporta i dati del 2008 (DIE, Volkshochschul-Statistik 2008. A cura di Elisabeth Reichart e Hella Huntemann pubblicato nel novembre 2009).  Questo rapporto documenta in maniera inequivocabile che l’educazione degli adulti in Germania è radicata e fortemente sostenuta dalla Stato federale e soprattutto dai Lander, ma i Comuni che in genere sono i proprietari mettono a disposizione risorse economiche oltre che le strutture edilizie. I frequentanti contribuiscono con loro quote, che coprono a secondo delle realtà territoriali dal 30 al 50% dei costi.

Tradizionalmente l’offerta formativa delle Volkshochschulen è divisa in 6 aree tematiche. Tra queste le Lingue con il 30,8% e la Salute  con il 30% dei corsi risultano le più seguite. La lingua italiana è la terza  lingua più studiata in Germania dopo l’Inglese e lo Spagnolo. A fronte di oltre 6 milioni e mezzo di partecipanti ai corsi si effettuano oltre 15 milioni di ore di lezione per un totale di 569.108 corsi. La partecipazione media per corso è pari all’11,4 persone e le ore medie per corso sono 26,6. A secondo delle aree tematiche cambiano le medie del numero dei partecipanti così il numero medio delle ore. Infatti, le ore di un corso per conseguire un titolo di studio sono oltre 137, per le lingue sono 36,2 mentre il numero di ore per corsi su politica e società è di 14,4 ore pro corso. La maggioranza dei corsi ha una cadenza settimanale (il 63,9% degli iscritti frequenta 1 corso a settimana, e il 39% del totale lo frequenta di sera). I corsi intensivi (più volte a settimana) rappresentano il 20,9% delle frequenze.

Viaggi ed escursioni. Il sistema dei viaggi culturali e delle escursioni è fortemente sviluppato in tutte le Volkshochshulen. Nel 2008 sono stati effettuati 8.710 viaggi con la partecipazione di 202.307 persone. Mostre. Hanno partecipato a visite culturali in occasioni di mostre 847.886 persone che hanno visitato 1.720 mostre. 

I partecipanti. La partecipazione vede il coinvolgimento di tutti i segmenti della popolazione adulta. A secondo dell’area tematica cambia la tipologia dei partecipanti: così la percentuale dei disoccupati all’area lavoro/professioni è pari al 71,6%, la partecipazione degli stranieri corsi di lingue è del 95.9%. Importante è la partecipazione degli anziani che incrementano la frequenza nei corsi per il lavoro, per le lingue e per l’area salute e benessere.

Gestione, finanziamenti, personale e spesa. Il 63,6% delle Volkhochshulen sono attualmente gestite direttamente dai Comuni, il 3% da una SRL o un ente privato e il 33% da Associazioni culturali o tematiche di professionisti. Il finanziamento pubblico nel 2008 ha quasi raggiunto 1 miliardo di euro (970 milioni). I frequentanti contribuiscono con loro quote, che coprono a secondo delle realtà territoriali dal 30 al 50% dei costi. Inoltre, dal gennaio 2010 la Germania ha emanato un voucher con un valore fino a 500 euro per frequentare corsi presso le strutture formative, comprese le Volkshochschulen. Ne hanno diritto tutti i cittadini che hanno un reddito al di sotto di 25.600 euro annui. Si ottiene il finanziamento a patto che si spenda una cifra analoga di tasca propria. Il personale ed i docenti delle Volkshochschulen ammontano a circa 200.000 unità, in larga parte con incarichi professionali rispetto la materia insegnata. I dipendenti diretti sono circa 8.000 mentre ben 191.462 sono a collaborazione. Il 65% del personale è di sesso femminile.

Conclusioni. Il rapporto Volkshochschul-Statistik 2008 mostra l’importante lavoro che viene svolto nelle Volkshochschulen della Germania. Il finanziamento pubblico è elevato ma è anche cofinanziato dai partecipanti. Il sistema crea un circuito economico non indifferente, oltre 500mila euro/anno solo considerando le retribuzioni del  personale. Tutto questo è reso possibile da un forte impegno dei territori, dal Land alla grande città, dall’aggregazione di piccoli Comuni alle più piccole comunità. Un impegno che trova la sua ragione d’essere nella funzione educativa e di coesione sociale svolto dalle Volkhochshulen. I risultati parlano da soli, la Germania è una delle potenze più importanti e più stabili del mondo: l’esistenza e le attività delle Volkshochschulen contribuiscono sicuramente a questa situazione.

Tabella 1. Volkshochschulen in Germania per Land, numero e finanziamento pubblico(in migliaia di euro) secondo il rapporto del DIE.

 

LAND

Sedi centrali

Sedi distaccate

N. iscritti

Finanziamento Totale

Baden-Württemberg

174

734

1.214.020

138.289

Bayern

190

617

1.486.950

157.365

Berlin

12

9

227.083

33.453

Brandenburg

20

38

62.007

9.677

Bremen

2

5

51.292

9.906

Hamburg

1

13

82.430

13.327

Hessen

32

240

445.044

78.210

Mecklenburg-Vorpommern

18

17

59.972

10.191

Niedersachsen

61

329

690.566

158.186

Nordrhein-Westfalen

135

219

1.201.762

231.980

Rheinland-Pfalz

73

303

302.159

35.259

Saarland

16

58

69.974

11.957

Sachsen

26

40

157.425

21.423

Sachsen-Anhalt

19

22

77.855

11.757

Schleswig-Holstein

155

8

271.334

36.475

Thüringen

23

67

103.471

13.491

GERMANIA

957

2.719

6.503.344

970.945

Tabella 2. Corsi, ore di lezione ed iscritti secondo le aree tematiche svolti nelle Volkshochschulen in Germania per Land. Fonte: DIE 2009.

N. corsi

Ore di lezione

Iscritti

% sui corsi

Media partecipanti per corso

Media ore per corso

Politica, società e ambiente

47.780

687.875

750.143

8.4

15.7

14.4

Cultura e arte

90.611

1.629.884

975.973

15.9

10.8

18.0

Salute e benessere

170.569

2.733.417

2.073.162

30.0

12.2

16.0

Lingue

175.207

6.346.211

1.858.213

30.8

10.6

36.2

Lavoro-Professioni

74.248

2.260.828

713.115

13.0

9.6

30.4

Titoli di studio

10.693

1.470.307

132.738

1.9

12.4

137.5

Totale

569.108

15.128.122

6.503.344

100.0

11.4

26.6

Tabella 3. Tipologia di partecipanti ai corsi nelle Volkshochschulen. Valori percentuali per aree tematiche. Fonte: DIE 2009. (Statistica su 98.427 corsi, il 17,3% del totale).

Anziani

Bassa scolarità

Disoccupati

Stranieri

Disabili

Donne

Altri

Politica, società e ambiente

7.5

0.8

5.5

1.8

1.6

11.5

13.4

Cultura e arte

7.6

0.3

0.6

0.1

22.1

19.3

18.9

Salute e benessere

23.8

0.3

0.5

0.3

24.8

50.9

23.7

Lingue

30.4

30.4

6.9

95.9

5.3

1.9

22.2

Lavoro-Professioni

30.6

0.2

71.6

0.5

7.1

16.0

16.7

Titoli di studio

0.1

68.1

14.9

1.4

23.1

0.3

5.0

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