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Memoria e apprendimento

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Ginnastica mentale.

La settimana enigmistica

“Il settimanale che vanta innumerevoli tentativi di imitazione”. Dal 1932 La Settimana Enigmistica con le parole crociate, con schema e senza schema, con i rebus, gli indovinelli, i giochi, le strisce di fumetti, le rubriche di e le immancabili e divertenti barzellette è il numero uno della ginnastica mentale fai da te. E’ comoda, si fa in viaggio seduto comodamente in treno, sulla poltrona di casa, straiato al sole sulla spiaggia. Un successo travolgente, che come dice la pubblicità è il più imitato. Infatti, in edicola ci sono almeno una decina di concorrenti, i quali si contendono i lettori aggiungendo gadget, in verità utili anche quando il gioco è finito, come nel caso delle penne. La Ginnastica mentale non è però solo un gioco per il tempo libero come nel caso dei giornali di enigmistica. Aguzzare l’ingegno significa tenere allenata la mente, avere l’occhio sveglio, capire l’ironia, essere disponibile alla ricerca di significati non immediatamente comprensibili.

Geriatri e ginnastica mentale

Da quando il numero di anziani ha superato quello dei bambini e degli adolescenti[1] (il fenomeno riguarda tutti i paesi sviluppati dalla Germania al Giappone, dall’Italia al Regno Unito) la classe medica geriatrica sostiene che per vivere bene occorre dare risconto al famoso motto di Giovenale Mens sana in corpore sano. E chi non potrebbe essere d’accordo. In una società dunque di vecchi, con la demenza senile che avanza, con la malattia di Alzheimer così popolare da esser immortalata non so più quanti film e romanzi[2], la soluzione è “la ginnastica mentale”, almeno per quanto riguarda la mens. Tuttavia non possiamo pensare che la ginnastica mentale possa risolvere le malattie neurologiche. Certo in un quadro di partecipazione e diffusione del lifelong learning nel mondo e in special modo nei paesi sviluppati qualcosa potrà fare per prevenire le patologie. Quanto possa prevenire non si può dire, diciamo però che contribuisce ad una migliore qualità della vita e se questa evolve certamente le malattie senili sono meno invasive e insorgono più frequentemente negli anni precedenti la morte. Per questo motivo è bene capire cosa sta succedendo nell’ambito del lifelong learning. Nel capitolo successivo scritto nel 2011 per la rivista Scuola democratica ho cercato di superate la retorica inutile della descrizione dei dati e essere critico, ovviamente per il bene comune.

 

 


[1] Tsunami invecchiamento, nel 2050 è over 65 il 34,6% popolazione. Roma, 11 novembre 2009 (Apcom) – In Italia, nel 2050, gli over 65 saranno il 34,6% della popolazione e, nel mondo, gli over 60 passeranno dai circa 756,45 milioni attuali a oltre un miliardo e 400 milioni nel 2030: saranno cioè più che raddoppiati in meno di un quarto di secolo. Un vero e proprio “tsunami invecchiamento”. In pochi anni, l’aspettativa di vita raggiungerà i cento anni, e i 90enni passeranno dagli attuali 500mila a 1,882 milioni, di cui circa 1,2 milioni di donne.

 

[2] Il film del regista italiano Pupi Avati Una sconfinata giovinezza del 2010  e il romanzo dello scrittore marocchino Tahar Ben Jallour Mia madre, la mia bambina, Einaudi 2007 sono un esempio di quanta familiarità ma soprattutto di quanto sia diffusa la malattia di Alzheimer nel mondo.

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